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La pianta della città richiama ancora in modo evidente lo schema tipico di fondazione romana con l’incrocio fra il decumano (via Emilia) e il cardo (via Appia - via Mazzini) presso il quale sorgeva l’antico foro. Dopo la decadenza seguita alla fine dell’impero romano e alle invasioni longobarde, la ripresa economica e la riorganizzazione della vita cittadina del secolo X sono preludio ai turbolenti anni medievali scanditi dalle sanguinose lotte per il predominio sul territorio che vedranno Imola opposta a Bologna, Faenza e Ravenna.
E’ questo periodo particolarmente felice per la città, che conosce una breve ma intensa stagione rinascimentale; rilevanti interventi ne modificano l’assetto urbanistico e numerosi ed importanti palazzi signorili sorgono ad abbellirla: la Piazza Maggiore viene ampliata e arricchita con la costruzione di Palazzo Riario Sforza (oggi Sersanti), residenza principesca in città; la fortezza della Rocca viene adattata alle rinnovate esigenze militari, si completa la cinta muraria e si definiscono le porte di accesso, dando alla città l’impronta precisa che manterrà fino al XX secolo.
Dal 1504 fino all’unità di Italia, tranne che nel periodo napoleonico, Imola fa parte dello Stato Pontificio: terminano le lotte tra le diverse fazioni e , sotto il governo della chiesa, la città modifica il suo volto grazie ai grandi lavori settecenteschi: gli architetti Domenico Trifogli e soprattutto Cosimo Morelli doneranno alle chiese e ai palazzi di Imola un elegante aspetto aristocratico ed interverranno sull’impianto urbanistico.
Lo sviluppo dell’associazionismo mutualistico e cooperativo porta allo sviluppo dell’edilizia popolare e alla fondazione della Cooperativa Ceramica, tra le più antiche d’Italia, imprimendo al tessuto sociale ed economico della città un’impronta indelebile e vitale. In un mutato scenario politico, negli anni ’30, è degna di nota la costruzione dei grandi sanatori sulle colline circostanti la città, che insieme ai grandi ospedali psichiatrici cittadini confermano una tradizione ospedaliera antica di quasi mille anni. Durante il secondo conflitto mondiale, Imola, – colpita duramente anche per la vicinanza del fronte nel 1944 e nel 1945, – partecipa intensamente alla lotta per la liberazione e viene insignita di medaglia d’oro al valore militare. A partire dagli anni ’50, dotatasi tempestivamente di un piano di ricostruzione, la città inizia ad espandersi con la costruzione dei grandi quartieri periferici e della zona industriale, a testimonianza di un progressivo cambiamento dell’economia cittadina da prevalentemente agricola, ad industriale e terziaria. I contenuti di questa pagina sono tratti dal sito del Comune di Imola. |

